Green Wave: l’onda verde che ho deciso di seguire

Torno a scrivere sul blog dopo parecchio tempo; il check-in per il mio prossimo volo è in arrivo.

Ma oggi sono qua per trattare un argomento totalmente diverso dalle vacanze, dal cibo, dalla fotografia.

Non lo faccio per una qualsiasi propaganda politica, ma perché in fin dei conti quello che sto per scrivere fa da contorno a tutte le nostre giornate, ai nostri viaggi, ai nostri sogni. Parlo del nostro pianeta: la Terra.

In queste ultime settimane ho discusso e mi sono confrontato con molte persone sulle tematiche tirate fuori da una ragazzina coraggiosa di nome Greta.

Penso sia inutile dover raccontare la storia di Greta Thunberg: sciopera ogni venerdì, davanti alla sua scuola a Stoccolma, per fermare i cambiamenti climatici. Per fermare questa “violenza” continua che il pianeta subisce ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo.

Greta ci rende consci che è necessario rinunciare alle fonti fossili (in un secolo abbiamo estratto e bruciato ciò che la Natura aveva creato in milioni di anni) e passare alla fonti rinnovabili (sole, vento, biomasse). È chiaro che la salvezza passa dalle scelte governative ed internazionali, ma la sensibilizzazione che ha portato Greta ci sta riaprendo (o forse direttamente aprendo) un po’ gli occhi.

Mi rendo purtroppo conto, però, che questa problematica non è vista come un argomento primario da parte di moltissime persone. Ma sbagliano: è VITALE.

Perché tutto ciò di cui stiamo discutendo oggi, non avrà più importanza fra una decina d’anni quando, a detta di tutti i climatologi e scienziati (tra cui il “nostro” Luca Mercalli), sarà troppo tardi per salvare la nostra specie. Suggerisco la lettura di ‘Non c’è più tempo’.

Lo sciopero mondiale degli studenti, nato grazie ai ‘Fridays For Future’, sta raccogliendo un grande successo. Ed è una buona notizia. Finalmente la nuova generazione ha deciso di prendere in mano il proprio futuro.

Questi ragazzi vogliono solo vivere senza avere un countdown sulla loro testa. Senza dover arrivare a processi irreversibili che porterebbero alla fine dei giorni.

Vorrebbero che si smettesse di bruciare carbone, gas e petrolio e piantare miliardi di nuovi alberi.

“Il problema è globale, e dunque la soluzione deve essere globale.”

L’Europa deve e dovrà prendere una direzione che porterà specialmente ad un consumo minore di plastica, di usa e getta, di materiale inquinante. Consumiamo più velocemente della capacità naturale degli ecosistemi di rigenerarsi. E questa voracità umana è diventata insostenibile e se non verrà interrotta ci porterà all’estinzione.

Tutto questo necessita di una buona politica.

Una politica che permette di liberarsi dalle auto, migliorando e offrendo un servizio di trasporto pubblico con mezzi ad emissioni zero, avere più risparmio energetico, una rigenerazione degli edifici e più verde urbano. L’agricoltura deve essere cura del territorio e delle risorse vitali come acqua e suolo: crescere con il biologico e la biodiversità.

In Italia, come detto prima, è difficile purtroppo poter toccare questi temi. Per colpa di una classe politica che non riconosce questo grande pericolo, ma che, anzi, si prende gioco di chi si batte in prima persona; utilizzando anche vergognosamente “simpatici” epiteti (i gretini… ma in fondo onorati di esserlo).

Le scorse elezioni europee sono state però un bel passo avanti per il Popolo Green. L’aver aumentato i propri rappresentanti nel Parlamento Europeo non può che essere un sintomo di orgoglio e di voglia di poter cambiare le cose.

Purtroppo la rappresentanza italiana sarà pari a 0. Ma c’è uno spiraglio, c’è quella forza di volontà di rimboccarsi le maniche e lottare per un futuro migliore. Europa Verde è un punto di partenza: Verdi con le ragazze e i ragazzi meravigliosi di Possibile, con Beatrice Brignone, con Pippo Civati, deve esserlo.

Quella voglia di eco-socialismo che manca da tanto, da troppo in Italia e che negli States è portata avanti da Bernie Sanders insieme ad Alexandria Ocasio-Cortez con il loro Green New Deal.

Ecco, tutto questo mi ha fatto riflettere molto. Perché so che nel mio piccolo posso fare qualcosa e dovrò assolutamente farlo.

Noi viaggiamo, scattiamo foto, ci emozioniamo quando vediamo per la prima volta una meta, un posto nuovo. Ed è anche per questo che dobbiamo lottare. Per non dover rischiare di perdere tutto e smettere di sognare.

Per me, per noi, per una famiglia che piano piano vorremo costruire ma sopratutto per le future generazioni che vorrei vivessero su un Pianeta che non avrà, ormai, i giorni contati.

#VoteGreen #GreenWave #StopClimateChange #EmergenzaClimatica

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