Cipressi, pecorino, Brunello: insomma… Val d’Orcia!

Torno a scrivere sul mio blog dopo un’estate passata all’insegna di itinerari vacanzieri perlopiù enogastronomici, oltre che culturali.
Riprendo questo mio ‘viaggio’ da un territorio che raccoglie incantevoli paesaggi, antichi borghi e una varietà e quantità di prodotti tipici. Sto parlando della Val d’Orcia.
Qui il perdersi tra i viottoli di paesi circondati da antiche mura, tra le innumerevoli strade bianche o tra le vigne che caratterizzano tutta la vallata, creano il presupposto per passare delle magnifiche e indimenticabili giornate.

La base di questo viaggio, insieme alla mia compagna, è stata l’agriturismo Castello di Spedaletto: un piccolo angolo di paradiso toscano, a pochi minuti da Pienza. La location di questa struttura è qualcosa di incantevole: la campagna e il verde ne fanno da padrona. E non potrete che chiacchierare e avere utili consigli da Laura, la padrona di “casa”.
Il mio itinerario suggerito prevede diverse tappe, ma 3 giorni sono l’ideale per visitare il tutto con estrema tranquillità.

Day 1

Il primo giorno, dopo un’energica e ricca colazione, l’abbiamo dedicato interamente a Montalcino. Delizioso borgo medievale circondato da una possente cinta muraria e dominato da un antico castello perfettamente mantenuto.
Montalcino è una bellissima città storica immersa nello splendido paesaggio del Parco Naturale della Val d’Orcia e rinomata per la produzione di uno dei più preziosi vini al mondo: il Brunello di Montalcino.
Il borgo antico è rimasto pressoché intatto sin dalla sua costruzione nel XVI secolo.

Raggiunta la cima su cui si erge Montalcino, davanti agli occhi si potrà godere di un vero e proprio spettacolo: un susseguirsi di sinuose colline, antiche querce, pittoreschi alberi d’olivo e panoramiche strade di campagna che attraversano vigneti e cipressi isolati qua e là.
Camminate lentamente per le sue strette e caratteristiche viuzze per respirare l’atmosfera medievale di questo magnifico borgo, che offre una vista straordinaria su tutta la valle sottostante. Sedetevi e rilassatevi poi mentre sorseggiate pian piano un bel bicchiere dell’insuperabile vino rosso.

 

Io e la mia compagna non potevamo, in tutto ciò, non far tappa in una delle cantine più famose al mondo: Castello Banfi.
Storicamente conosciuto come Poggio alle Mura, è un borgo in pietra che fu costruito intorno al 1700 accanto al torreggiante castello. Divenuto ora centro di accoglienza della tenuta che può contare su di 2,850 ettari di terreno.
Una visita guidata alle cantine è d’obbligo e grazie alla gentilezza e alla bravura nel raccontare la storia di questa azienda da parte di Barbara, si potrà captare la grande dedizione e il grande lavoro che c’è dietro la produzione del Brunello.

Il tour finisce presso l’enoteca Banfi, ricavata da antichi edifici della proprietà, dove si offre la possibilità di degustare e acquistare i vini ma anche grappe, olio extravergine di oliva, miele, pasta e dolci.


Ritornando alla base, finale di giornata passato a bordo piscina: perché relax e tranquillità è un connubio che non puoi non godere quando sei in Val d’Orcia.

Day 2

Il secondo giorno lasciamo il nostro agriturismo avviandoci verso Bagno Vignoni: un piccolo e straordinario borgo nel cuore della Val d’Orcia dove al centro si trova la “Piazza delle sorgenti”.
Qui l’acqua (fissa a 52° gradi), che venne utilizza fin dall’epoca romana a scopi termali, sgorga dalla fonte a 1000 metri di profondità, risale in superficie e viene raccolta nella piazza del paese.
E poi tutto intorno, case in pietra, balconi fioriti, piazzette, botteghe di artisti e artigiani, creano uno straordinario insieme architettonico che rende Bagno Vignoni uno dei borghi più belli al mondo.

Uscendo da Bagni Vignoni ci dirigiamo verso San Quirico d’Orcia: bel villaggio costruito in cima a una piccola collina. E’ proprio per la sua posizione sopraelevata, il borgo offre viste mozzafiato sui paesaggi tipici della Val d’Orcia.
Per pausa pranzo perfetta in loco, suggerisco “Osteria San Quirico“: ho provato dei deliziosi ravioli cacio e pere su burro fuso e noci. Qualità/prezzo ottima.
Se volete anche portare a casa del buon olio locale, ho acquistato del buonissimo olio extravergine d’oliva seggianese presso l’azienda agricola “Galloni“: gusto forte ma che dà un tocco in più ai vostri piatti, anche ad una semplice insalata.


La giornata la concludiamo andando a visitare la Cappella di Vitaleta. Immersa nella colorata campagna della Val d’Orcia si trova questa piccola chiesetta che è diventata una delle costruzioni più fotografate in Toscana. Questa chiesa era rinomata per custodire al suo interno una statua raffigurante la Madonna risalente all’epoca rinascimentale scolpita dall’artista Andrea della Robbia nel 1590.
Costruita in cima ad una collina, questa spettacolare costruzione è diventata una vera e propria attrazione turistica meta d’obbligo soprattutto per chi ama la fotografia.

 

Day 3

L’ultimo giorno, in rientro verso Milano, lo abbiamo dedicato a visitare Pienza.
Pienza è un piccolo gioiello rinascimentale dove è un piacere passeggiare tra le placide viuzze, tra le belle e antiche case di pietra e cotto, fino a giungere ai mirabili esempi d’architettura rinascimentale della Cattedrale, di Palazzo Piccolomini, di Palazzo Borgia, del Palazzo Pubblico.
Camminando sarà facile essere distratti dall’odore di pecorino che emanano gli innumerevoli negozietti che riempiono il borgo.
Ed è d’obbligo dover acquistare una forma del formaggio più famoso della zona. Suggerisco anche del buon miele biologico dei Colli Toscani.

 
 

Saranno ovvie conclusioni

Insomma, sarà impossibile non tornare a casa con la pancia piena e con la macchina carica di delizie locali.
Almeno, per qualche giorno, sarà come non ci fossimo mai spostati da questo incantevole posto: Val d’Orcia.

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